Qualcuno sa spiegarmi perché, ci sono 6 giorni della settimana dove puoi dormire tranquillo e uno, dove cazzo ti devi svegliare!!!! Di norma la mattina non hai sonno, ti svegli a un orario decente. Alle 8 sei già attivo o comunque in piedi. Invece, per colpa di un idraulico, che puzza di fumo sei costretto a svegliarti nell’unico giorno dove vorresti rimane sotto le lenzuola a rigirarti nel caldo, per farti altre 10 minuti di pennica: perché?
Secondo risveglio, quello vero.
E’ strano pensare come alcuni odori ti mettono subito di buon umore. Per molti è il caffè. Per altri i cornetti caldi o il dopobarba, per me? Strano, me ne sono accorto solo ora: l’odore del lattice e del borotalco. Una muta pulita appesa dietro la porta, che emana quel misto di talco e plastica. Non so perché, ma mi rassicura, sempre. E’ come entrare in una macchina appena pulita, in un pub a notte fonda, è un odore che ti distende i nervi. Io, sereno e narcotizzato, prendo l’accappatoio e mi vado a fare una doccia.” AAAAAAAA”…che bello. Calda, senza fretta, con la radio che salta e cambia frequenze in base a come ti muovi. Esco, sereno e beato mi guardo allo specchio e mi accorgo di essermi fatto la doccia con gli occhiali. Ci penso due secondi e decido di svoltare la giornata. “Sai che ti dico, io non me li pulisco vediamo come finisce”. E’ un ottica diversa. Come quando guidi e inizia a piovere, all’inizio non ci fai caso, hai il vetro con tanti puntini che amplificano la luce e che allo stesso tempo ti deviano la visuale, poi la pioggia aumenta le palline. Se la velocità aumenta, le palline diventano righe e a quel punto azioni i tergicristalli o accosti e ti godi la pioggia. Insomma, vedi bene ma a pois. Rendo Angelonero partecipe della mia iniziativa e inizio la giornata.
Sole, estate, un freddo cane. La sensazione di pioggia aiuta a superare il malumore. Università e poi in Lega Navale. Per vedere se ti hanno riparato il gommone, “sai se nel carburatore metti la benzina è meglio”… ora gli tiro una testata. Che figata! Una giornata di vento e sol,e sai che ti dico mi vado a fare un giro in barca. Mi cambio. Infilo la muta e gli occhiali con la cordicella, sono sporchi anche quelli, questa volta misto sale. Ricordano una salina, più che una lente, non mi perdo d’animo. In fondo fin ora, hanno portato fortuna. Bello. Stanco morto mi faccio una doccia, vestito. Per lavare me e la muta e mi ri-immergo nel borotalco. Inizio a capire perché mi fa stare bene quest’odore. La giornata volge al termine, sono in una sala che sembra un bunker, con un numero imprecisato di triestini che parlano, di cose che non mi interessano. Discorsi già sentiti, con un unica domanda sensata “quanti soldi e quando paghi?”. Ma sereno, vedo solo la metà delle scartoffie che mi passano. Esco, salgo sulla bici. Sereno e inconscio come un deficiente, mi metto a pedalare verso casa e solo alla prima pozzanghera mi accorgo che piove. Ma chi se ne importa, le lenti sono già sporche. Arrivo a casa zuppo, bagnato fradicio. Grondo anche dagli occhiali e penso “cazzo mi conveniva rimanere in muta”. Mi butto sul divano incurante di tutto. Pulisco gli occhiali e penso che in fondo non è stata una brutta giornata; anche se non so se era bella, brutta, assolata o piovosa.









